
Cinque laboratori di matematica con il libro Numeri in fabula
Cinque laboratori di matematica per la scuola primaria con il libro Numeri in fabula. Materiali semplici, domande ed esperimenti accompagnano i bambini nell’esplorazione del probabile, con spunti per inventare, discutere e raccontare nuove avventure.
Laboratori di matematica: creatività e narrazione per la scuola primaria
Una domanda può cambiare il corso di una storia. «Come facciamo a sapere che cosa potrebbe succedere?» È una domanda da esplorare insieme, con un libro aperto, qualche oggetto sul tavolo e il tempo per ascoltare le idee dei bambini.
Numeri in fabula – Le probabili avventure nel paese di Matelandia è il mio libro illustrato in cui sette folletti, Fata Isotta e la nonna di Cappuccetto Rosso accompagnano i lettori nella matematica del probabile. L’avventura intreccia fantasia, relazioni e scelte in situazioni di incertezza.
A insegnanti ed educatori propongo cinque laboratori di matematica per proseguire la lettura in classe. I bambini possono formulare ipotesi, metterle alla prova e inventare nuove situazioni. Sono proposte originali ispirate al libro, che ciascun docente può adattare alla propria programmazione.
Il libro in breve
Anna Maria Di Poccio • Editore APAV • 112 pagine • Lettura dai 6 anni • ISBN 9788894350111.
Il racconto può essere letto ad alta voce, a puntate, scegliendo di volta in volta un episodio da esplorare. Per iniziare un laboratorio basta una copia a disposizione dell’insegnante; più copie permettono anche la lettura e l’osservazione delle illustrazioni in piccoli gruppi.
Scegliere i laboratori di matematica per la classe
Per questi laboratori di matematica, le classi e i tempi indicati sono orientativi. Ogni attività parte da un breve brano scelto dal docente e può essere ripresa in incontri successivi, in base alle conoscenze e ai ritmi del gruppo.
| Laboratorio | Classi | Tempo |
|---|---|---|
| Il sacchetto delle sorprese | I–V | 60 minuti |
| La bottega del certo e dell’incerto | I–III | 45–60 minuti |
| Il consiglio dei folletti | III–V | 60 minuti |
| I folletti inventano un gioco | III–V | 60 minuti |
| Una nuova avventura a Matelandia | I–V | 2 incontri di 45–60 minuti |
Il sacchetto delle sorprese
Domanda guida: se conosco il contenuto del sacchetto, posso prevedere il colore che uscirà?
Obiettivo: distinguere ciò che può accadere da ciò che è più probabile, confrontando una previsione con gli esiti di un esperimento.
Materiali: il libro, un sacchetto opaco e otto oggetti per ogni gruppo, sei gialli e due blu, uguali per forma, dimensione e peso; foglio per le registrazioni e matite. Gruppi di tre o quattro bambini.
Lettura e curiosità
10 minuti. Leggiamo un episodio in cui i personaggi si interrogano o devono scegliere. Ci fermiamo sulle informazioni che possiedono e su quelle che vorrebbero avere. Poi immaginiamo un nuovo gioco dei folletti: pescare un oggetto da un sacchetto senza guardare.
Prima di provare
10 minuti. Mostriamo e contiamo gli oggetti, poi li mettiamo nel sacchetto. Ogni bambino indica il colore che ritiene più probabile e spiega perché. La preferenza per un colore può diventare una domanda: «Il fatto che mi piaccia lo rende più facile da pescare?». Un oggetto rosso, assente, può uscire?
Esperimento dei folletti
15 minuti. Ogni gruppo esegue 20 estrazioni. Dopo ciascuna registra il colore, rimette l’oggetto nel sacchetto e mescola, senza guardare né scegliere al tatto. I bambini si alternano nel pescare e registrare. Così il contenuto resta lo stesso a ogni prova.
Leggere la sorpresa
10 minuti. Confrontiamo le registrazioni. Il giallo ha più possibilità di uscire perché gli oggetti gialli sono più numerosi, supponendo che ciascun oggetto abbia la stessa possibilità di essere pescato. Anche il blu può uscire, persino più volte di seguito. Una breve serie può dare risultati inattesi: più probabile non significa certo. Il reinserimento mantiene le possibilità di ogni nuova estrazione; un colore non diventa “in ritardo”.
Inventare e spiegare
10 minuti. I gruppi progettano un nuovo sacchetto in cui il blu sia più probabile del giallo. Ne disegnano il contenuto e raccontano perché lo hanno scelto. Un altro gruppo controlla il progetto contando gli oggetti, poi propone una variante.
Una traccia da portare con sé
5 minuti. Ogni bambino completa, a voce o con un disegno: «All’inizio pensavo… Ora posso spiegare…». Resta una pagina con previsione, risultati e nuovo sacchetto. Per verificare il ragionamento, il docente propone anche un caso diverso: quattro oggetti gialli e quattro blu. Quale colore ha più possibilità?
Adattamento: nelle prime classi si lavora con oggetti, parole e disegni; nelle classi successive si aggiungono tabelle e grafici. Quando le conoscenze lo consentono, le possibilità si esprimono anche come sei su otto e due su otto, mantenendo distinta la composizione del sacchetto dai risultati osservati.
La bottega del certo e dell’incerto
Una bottega di parole e piccoli esperimenti per dare un significato concreto a “certo”, “incerto” e “impossibile”.
Obiettivo: classificare un evento spiegando a quali condizioni può verificarsi. Servono una busta opaca, sei carte uguali sul retro, quattro con una luna e due con un sole, e tre cartelloni.
Dopo la lettura di un brano, prepariamo la busta e mostriamo tutte le carte. Sui cartelloni scriviamo: “Succede di sicuro”, “Può succedere ma non è sicuro”, “Non può succedere con queste regole”. Nella singola estrazione è certo ottenere un sole o una luna, è incerto ottenere un sole ed è impossibile ottenere una stella, perché non ci sono carte con quel simbolo.
I bambini collocano le frasi e motivano le scelte. Poi cambiano il contenuto: come rendere certo il sole? Che cosa cambia aggiungendo una stella? In un’estrazione scegliamo una sola carta e precisiamo ogni volta quali carte sono presenti.
Da osservare: il bambino sa collegare la propria risposta al contenuto della busta? L’evento certo è anch’esso possibile: questi cartelloni distinguono il possibile sicuro dal possibile incerto. La traccia finale può essere un piccolo dizionario illustrato, con esempi inventati dai bambini.
Il consiglio dei folletti
La classe diventa un consiglio di personaggi che devono prendere una decisione. Ogni idea ha bisogno di una ragione, e può cambiare quando arrivano nuove informazioni.
Obiettivo: distinguere informazioni, supposizioni e preferenze; motivare una scelta in condizioni di incertezza. Servono il libro, fogli e cartoncini per rappresentare i personaggi.
Leggiamo un passaggio in cui una scelta è importante, per esempio la ricerca di Fata Isotta fra i percorsi del bosco. Poi inventiamo una situazione nuova: i folletti vogliono organizzare una festa, ma il cielo è nuvoloso. All’aperto c’è molto spazio; sotto la tettoia si sta più stretti. Che cosa conviene fare?
I gruppi annotano che cosa sanno e che cosa vorrebbero scoprire, poi preparano una proposta. Il docente aggiunge un’informazione alla volta: per esempio, la tettoia può essere ampliata. I bambini spiegano se cambiano idea e perché. Il cielo nuvoloso, da solo, non basta per assegnare una probabilità numerica alla pioggia.
Domanda per il confronto: «Quale informazione ti aiuterebbe a scegliere?». Il consiglio può concludersi con una breve scena teatrale e una motivazione condivisa. Si osserva soprattutto la capacità di ascoltare un argomento e rivedere la propria proposta, lasciando spazio anche a chi preferisce disegnare o dettare le sue idee.
I folletti inventano un gioco
Immaginiamo una festa a Matelandia. Due personaggi vogliono partecipare a un gioco, ma prima devono capire se hanno le stesse possibilità di fare un punto.
Obiettivo: confrontare probabilità in un gioco semplice e progettare regole che diano uguali possibilità ai due partecipanti. Servono un normale dado a sei facce per gruppo, fogli e matite.
Disegniamo i due personaggi: uno rappresenta il sole, l’altro la luna. Il sole fa un punto quando il dado mostra un numero da uno a cinque; la luna quando esce sei. Prima di giocare leggiamo insieme le regole. Nel nostro modello ogni faccia del dado ha la stessa possibilità di uscire.
I gruppi prevedono chi abbia più possibilità di fare un punto e provano con 12 lanci, registrandoli. La discussione torna poi alle facce del dado: il sole ha cinque possibilità su sei, la luna una su sei. Una breve partita può sorprendere, ma il conteggio chiarisce la differenza tra le due possibilità.
La sfida creativa è modificare le regole affinché i due personaggi abbiano le stesse possibilità di fare un punto. Una soluzione è assegnare i numeri da uno a tre al sole e da quattro a sei alla luna. I bambini scrivono un regolamento illustrato e spiegano perché funziona. Da osservare: sanno sostenere la proposta contando i casi possibili, anche se una singola partita finisce in modo inatteso?
Una nuova avventura a Matelandia
Dopo aver esplorato la storia, i bambini diventano autori di un episodio nuovo, con una domanda matematica dentro l’avventura.
Obiettivo: costruire una narrazione coerente in cui un personaggio affronta un’incertezza e prova a comprenderla. Servono fogli, colori e semplici materiali per costruire un piccolo libro o un teatrino di carta.
Nel primo incontro i gruppi scelgono un personaggio e inventano una situazione. Uno spunto: un folletto trova un cappello pieno di biglietti, tre con una piuma e uno con un fiocco. Deve pescarne uno senza guardare. Quale simbolo ha più possibilità di uscire? E che cosa potrebbe succedere dopo? I biglietti sono uguali sul retro e hanno la stessa possibilità di essere pescati.
Prepariamo quattro scene: la situazione iniziale, il dubbio, il tentativo di capire, la scoperta. Nel secondo incontro realizziamo il racconto e lo condividiamo. I più piccoli possono disegnare e dettare i testi; i più grandi scrivere dialoghi, creare un fumetto o una sequenza di immagini commentate da mostrare in classe.
Da osservare: la domanda ha un senso nella storia? Il personaggio usa le informazioni disponibili? Se esce il fiocco, i bambini sanno spiegare che un esito meno probabile può comunque verificarsi? Il libro della classe raccoglie anche le domande rimaste aperte, da cui può cominciare un’altra avventura.
Laboratori di matematica: far partecipare ogni bambino
La lettura ad alta voce e l’osservazione delle illustrazioni possono accompagnare anche chi non legge ancora in autonomia. Nelle attività si può rispondere parlando, indicando oggetti, disegnando o scrivendo. Ai colori si possono affiancare simboli visivi, mantenendo uguali le altre caratteristiche dei materiali da estrarre.
Nel piccolo gruppo i ruoli cambiano: chi formula un’idea può poi registrare, chi disegna può presentare il risultato. Il docente lascia tempo per pensare e aiuta a spiegare il ragionamento con domande brevi: «Come lo sai?», «Quale informazione hai usato?», «Che cosa cambierebbe se…?».
È utile tornare sullo stesso concetto con un esempio nuovo. Una previsione può essere ragionevole anche quando l’esito sorprende: per capire che cosa è stato appreso, osserviamo le ragioni della risposta, l’uso dei materiali e la capacità di trasferire l’idea a un’altra situazione.
La lettura continua
Il percorso può chiudersi con un’esposizione dei piccoli libri, dei sacchetti progettati e dei regolamenti inventati. Accanto a ogni lavoro i bambini lasciano una domanda per chi lo visita. La docente può scegliere uno dei laboratori di matematica oppure costruire un itinerario che colleghi matematica, italiano, arte e dialogo di gruppo.
Il libro per la tua classe
Se desideri utilizzare Numeri in fabula a scuola, puoi contattarmi per conoscere la disponibilità delle copie e le condizioni di acquisto. Indicami la classe, il numero di copie che ti interessa e il tipo di percorso che immagini: saranno informazioni utili per il nostro confronto.
I laboratori di matematica presentati possono essere condotti dall’insegnante. Per valutare un incontro con me o un progetto dedicato alla scuola, possiamo concordare obiettivi, tempi e modalità.
Il kit gratuito e gli approfondimenti
Per accompagnare le prime attività in classe, sto preparando un piccolo kit digitale gratuito per chi acquista il libro direttamente da me: una guida per la docente, carte da ritagliare, una scheda creativa e segnalibri. Il kit sarà inviato via email quando sarà disponibile.
Per proseguire il percorso, potrò preparare materiali didattici originali a pagamento, con schede, tracce di conduzione e attività più approfondite. Contenuti e costo saranno concordati prima dell’acquisto; i materiali saranno inviati via email.
Contattami per il libro e le proposte didattiche
Per conoscere anche la proposta di incontri con me, leggi Numeri in fabula a scuola tra emozioni e collaborazione.
Per approfondire
Il legame fra racconto, immaginazione e apprendimento matematico è al centro anche dei miei contributi sulla didattica narrativa. Per conoscere il percorso del libro e ampliare gli spunti:
Vi racconto di Numeri in Fabula
Una matematica da favola — Quaderno APAV 6 del 2021, pp. 149–160
NRICH, University of Cambridge — Proposte sulla probabilità per bambini dai 7 agli 11 anni
Lo studio di Van den Heuvel-Panhuizen, Elia e Robitzsch (2016), su libri illustrati nella scuola dell’infanzia, ha rilevato un piccolo miglioramento in un test su numero, misura e geometria. Riguarda un programma di lettura diverso da queste proposte.
Effects of reading picture books on kindergartners’ mathematics performance







