Mediazione Familiare

Un percorso volontario per affrontare i cambiamenti della coppia e della famiglia, prima, durante o dopo una separazione.


Mediazione Familiare: soluzioni condivise per un equilibrio familiare

Mano che scrive su un foglio il concetto di mediazione

Quando una coppia attraversa una crisi o una separazione, parlare delle decisioni comuni può diventare difficile. La mediazione familiare offre un percorso professionale di confronto per affrontare la riorganizzazione della vita familiare e cercare, quando possibile, accordi costruiti dalle persone coinvolte.

Sono Anna Maria Di Poccio, sociologa, mediatrice familiare e socia A.I.Me.F. (n. 2387). Nel mio lavoro, “L’arte di attraversare il conflitto” significa dare spazio all’ascolto e alle differenze, tenendo insieme bisogni, responsabilità e scelte concrete.

A chi si rivolge

La mediazione familiare si rivolge a coppie coniugate o conviventi, con o senza figli, prima, durante o dopo una separazione. Può essere valutata anche quando una relazione attraversa difficoltà o occorre rivedere accordi e organizzazione familiare.

Non è necessario essere già d’accordo sulle soluzioni. Occorrono però adesione libera e condizioni che consentano a ciascuno di partecipare senza pressioni. Il confronto iniziale serve anche a valutare se la mediazione sia un percorso appropriato.

Per conflitti tra fratelli, tra generazioni o relativi alla cura di altri familiari, puoi consultare la pagina Mediazione in famiglia.

Su quali questioni possiamo lavorare

I temi vengono individuati insieme e possono riguardare:

  • Figli e quotidianità: tempi di cura, scuola, attività, comunicazioni e bisogni che cambiano con la crescita.
  • Aspetti economici e patrimoniali: spese, risorse e questioni da negoziare nella riorganizzazione familiare, con il necessario supporto dei professionisti competenti.
  • Relazioni e organizzazione: richieste, responsabilità e modalità per affrontare i disaccordi e valutare le possibili scelte.

Il mio modello di lavoro è la mediazione globale: considero insieme gli aspetti relazionali, genitoriali, organizzativi ed economico-patrimoniali, perché nella vita quotidiana sono spesso collegati. Le competenze legali, fiscali e delle altre professioni restano distinte dal mio intervento.

Il mio ruolo e le vostre decisioni

Come mediatrice sono una figura terza e imparziale: facilito il confronto, aiuto a chiarire le questioni e a esaminare le alternative. Ascolto i bisogni di ciascuno senza prendere le parti dell’uno o dell’altro. Il mio incarico nasce dalla scelta delle persone che partecipano al percorso: in questa funzione non svolgo il ruolo di consulente tecnico d’ufficio o di ausiliaria del giudice.

Le decisioni e gli eventuali accordi restano nelle vostre mani. Nessuno è tenuto ad accettare una proposta; ciascuno può chiedere di interrompere il percorso. Il lavoro può aiutare a mettere a fuoco ciò che è possibile concordare, senza garantire un’intesa o una riconciliazione.

Come si svolge il percorso

  1. Conoscere il servizio e valutare la richiesta. Chiarisco ruolo, obiettivi, modalità, riservatezza e condizioni economiche. Valutiamo la possibilità di un confronto libero e appropriato alla situazione.
  2. Individuare i temi e lavorare sulle possibilità. Negli incontri ascoltiamo le diverse prospettive, distinguiamo richieste e bisogni e confrontiamo soluzioni rispetto alle condizioni concrete della famiglia.
  3. Raccogliere e verificare le intese. Gli eventuali accordi possono essere messi per iscritto e valutati nella loro praticabilità. La verifica giuridica e l’eventuale formalizzazione spettano ai professionisti e alle procedure competenti: la scrittura mediativa non è automaticamente un titolo esecutivo.

Il percorso è limitato nel tempo. Numero, durata e frequenza degli incontri vengono definiti in relazione ai temi e all’andamento del lavoro, senza un risultato promesso entro un numero fisso di sedute.

I figli e le responsabilità degli adulti

Quando ci sono figli, le loro esigenze hanno un posto centrale: età, abitudini, scuola, relazioni e tempi di adattamento ai cambiamenti.

Nel percorso che propongo lavoro con i genitori, mantenendo l’attenzione sui bisogni dei figli. Le decisioni e la responsabilità degli eventuali accordi restano agli adulti. I figli non sono chiamati a scegliere tra i genitori, portare messaggi o risolvere i loro disaccordi.

Continuità degli affetti, cura e organizzazione vanno considerate insieme alla sicurezza e alle condizioni specifiche della famiglia.

Riservatezza e confini professionali

Il segreto professionale riguarda lo svolgimento e il contenuto dei colloqui e gli eventuali accordi, nei limiti previsti dalla legge. Restano fermi gli obblighi di segnalazione degli abusi alle autorità competenti; entrambi i partecipanti possono inoltre esentare la mediatrice dal segreto con assenso scritto. In pendenza di giudizio, comunico all’autorità giudiziaria l’adesione o la mancata adesione al percorso, nel rispetto della riservatezza. Questa comunicazione non riguarda il contenuto dei colloqui.

La mediazione familiare non è psicoterapia, terapia di coppia, consulenza legale o valutazione delle capacità genitoriali. Anche la coordinazione genitoriale è un intervento distinto, con un proprio mandato e regole specifiche.

Sicurezza e limiti del percorso

Abusi e violenze richiedono protezione e interventi competenti. Non vengono trattati come un comune disaccordo da comporre.

Nei casi previsti dall’articolo 473-bis.43 del codice di procedura civile è vietato iniziare la mediazione familiare. Se durante il percorso emerge notizia di abusi o violenze, il mediatore deve interromperlo immediatamente. Anche altre condizioni che impediscono di partecipare liberamente richiedono di valutare un orientamento diverso.

La ricerca di un accordo non può prevalere sulla sicurezza delle persone.

Costi e primo contatto

Prima dell’avvio vengono chiariti compenso, oneri prevedibili e modalità di pagamento, con informazioni scritte al conferimento dell’incarico. Il compenso non dipende dal risultato.

Per conoscere disponibilità e condizioni dell’incontro conoscitivo puoi contattarmi. Nel primo messaggio è sufficiente indicare il motivo generale della richiesta, senza descrivere vicende private dei figli o inviare documenti e dati sensibili.

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Riferimenti essenziali

Professione esercitata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, e disciplinata dal decreto 27 ottobre 2023, n. 151.