
Bea, che risate!
Tutto è cominciato con un regalo. Da quell’idea è nato un prototipo di 25 carte illustrate, con una guida e un racconto da continuare: domande buffe, risposte da scoprire e personaggi combinaguai. Il progetto è aperto alla personalizzazione e a nuovi sviluppi editoriali.
Carte illustrate personalizzabili · il prototipo «Bea, che risate!»
Una carta tira l’altra. E poi arriva una storia.
25 carte illustrate per ridere, giocare con le parole e inventare avventure insieme. Un prototipo aperto alla personalizzazione, a partire dal nome.
Una domanda davanti, una risposta dietro. Prima di girare la carta c’è il tempo per guardare il disegno, fare un’ipotesi e magari inventare un finale tutto proprio.
Il progetto è in fase di sviluppo editoriale. Le fotografie mostrano il prototipo che ho realizzato.
Tutto è cominciato con un regalo
Un regalo di compleanno da inventare. Poi sono arrivati capelli impossibili, animali combinaguai, domande buffe e risposte strampalate. Così ha preso forma «Bea, che risate!»: un gioco di carte illustrate personalizzato, da leggere, scoprire e condividere. Dall’idea alle carte stampate, ritagliate e raccolte nella loro confezione, ogni passaggio è diventato parte del regalo. E da quel regalo è nata la voglia di far continuare il progetto.
Che cosa c’è nella scatolina?
Bea, Bet e gli altri personaggi si incontrano tra piccoli pasticci, espressioni prese alla lettera e soluzioni decisamente strampalate. Da una battuta si può passare a una voce buffa, da una carta a un’avventura che continua.
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25 carte
Domanda davanti e risposta dietro.
Formato 8 × 12 cm. - Una guida di 16 pagine Proposte per leggere, giocare e inventare insieme.
- Un racconto aperto «Una manica piena di guai», da continuare con le carte.
Il prototipo comprende anche una scatolina e un sacchetto personalizzati.
Guarda, leggi, gira!
- Scegli. Per cominciare bastano tre o cinque carte. Osserva un’illustrazione e scegli la domanda che ti incuriosisce.
- Guarda e leggi. Leggi la domanda, oppure ascoltala. Prima di girare la carta puoi provare a inventare una risposta.
- Gira. Scopri la risposta e il disegno sul retro. Poi scegli se rileggere la tua preferita, cambiare voce o pescare un’altra carta.
Si può giocare a due voci, inventare finali diversi o far incontrare due o tre personaggi. Chi preferisce può scegliere una carta, mostrare il disegno o ascoltare. Il progetto è pensato soprattutto per bambini di 6–8 anni; la lettura può essere condivisa con un adulto.
Le carte entrano nella storia
Una manica piena di guai
Il racconto «Una manica piena di guai» comincia quando Bea apre la scatolina e trova un gattino in una situazione piuttosto scomoda. Arrivano Mirò, un raggio di sole, un pallone e un cuscino: ciascuno ha qualcosa da dire, e il trambusto cresce.
Leggi l’inizio del racconto
Bea aprì la scatolina.
«Aiuto! Aiuto! Mi si è ristretto il mondo!»
Il gattino aveva la testa in una manica del maglione.
Alla fine qualcuno bussa alla scatolina. Il racconto lascia la porta aperta a chi gioca:
«Pesca una carta: chi arriva e che cosa combina?»
Parole, fantasia, emozioni
Ho pensato queste carte per condividere il piacere dell’umorismo. Le parole cambiano strada, i disegni rendono visibili piccoli assurdi e i personaggi offrono spunti per immaginare ciò che potrebbe accadere dopo.
Se nasce una conversazione, possiamo restare nella storia: che cosa potrebbe provare Mirò? Che cosa gli farebbe compagnia? Ogni bambino sceglie se intervenire, ascoltare o passare a un’altra carta.
La guida accompagna il gioco con proposte di lettura e invenzione e con un piccolo patto: ci ascoltiamo, lasciamo spazio agli altri e rispettiamo le persone. Anche una battuta che non fa ridere può essere lasciata andare.
Le occasioni di esplorazione linguistica, narrativa ed emotiva sono intenzioni del progetto. La ricerca offre riferimenti per progettarle e discuterle; gli effetti specifici di «Bea, che risate!» restano da studiare.
Riferimenti per le scelte progettuali
Questi lavori aiutano a discutere umorismo, contesto e lettura condivisa. Riguardano proposte ed età differenti: sono riferimenti di progettazione.
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Airenti, G. (2016). Playing with Expectations: A Contextual View of Humor Development. Frontiers in Psychology, 7, 1392.
Una prospettiva teorica sul ruolo del contesto e delle aspettative nell’umorismo infantile. Offre criteri di lettura; non valuta l’efficacia di queste carte. -
Dowdall, N. et al. (2020). Shared Picture Book Reading Interventions for Child Language Development: A Systematic Review and Meta-Analysis. Child Development, 91(2), e383–e399.
Una meta-analisi di 19 studi randomizzati sulla lettura condivisa, con bambini di 1–6 anni. I risultati sul linguaggio riguardano interventi specifici e non si trasferiscono automaticamente a un gioco di carte per 6–8 anni. -
Noble, C. et al. (2020). The Impact of Interactive Shared Book Reading on Children’s Language Skills: A Randomized Controlled Trial. Journal of Speech, Language, and Hearing Research, 63(6), 1878–1897.
In 150 bambini di 2 anni e mezzo–3 anni, due interventi di sei settimane hanno modificato le modalità di lettura degli adulti, senza un vantaggio linguistico rispetto a un gruppo che già leggeva insieme. Il confronto e la durata contano nell’interpretazione dei risultati.
Il lavoro d’autrice
Un progetto ideato e realizzato da me
Ho ideato il progetto e i testi, sviluppato le proposte di gioco e la riflessione pedagogica, curato la composizione dei materiali e realizzato manualmente il prototipo, preparando le carte, la guida e la confezione.
Il percorso editoriale darà ulteriore sviluppo a questa realizzazione, mantenendo la mia voce, l’umorismo dei personaggi e il gioco fra parole, immagini e fantasia.
Un mazzo con il tuo nome
Il mazzo presentato qui porta il nome di Bea e mostra una delle forme che il progetto può assumere. Puoi propormi una personalizzazione, a partire dal nome che accompagnerà le carte. Valuteremo insieme quali elementi adattare; contenuti, modalità di realizzazione, tempi e costo saranno concordati prima di iniziare.
Uno sviluppo in progettazione
Bea e Bet: dalla scena al dettaglio
Sto progettando anche un gioco di memoria con Bea e Bet: le coppie assoceranno una scena a un elemento riconoscibile che le appartiene. Un libro morsicato potrà richiamare una scena di Bea; un robot, una scena di Bet. È una variante per associazioni visive in progettazione.
Il progetto continua
Vuoi chiedermi informazioni su un mazzo personalizzato o propormi una collaborazione editoriale? Scrivimi: potremo confrontarci sui materiali già realizzati e sulle possibilità di sviluppo.







