Chi sono, vuoi sapere di più su di me?

Sono Anna Maria Di Poccio, sociologa, mediatrice familiare e coordinatrice genitoriale. Mi occupo anche di mediazione in famiglia e scolastica e conduco gruppi di parola per figli di genitori separati e per genitori che vivono la separazione.
Sono autrice e illustratrice: la scrittura, le immagini e le storie hanno un posto importante nel mio lavoro.
Nel mio Studio Mediazione e Famiglia accompagno le persone a orientarsi nelle difficoltà delle relazioni e ad affrontare i conflitti con maggiore consapevolezza, cercando possibilità di dialogo e scelte concrete.
L’arte di attraversare il conflitto
Un conflitto può mettere in difficoltà, interrompere la comunicazione e rendere faticose anche le decisioni quotidiane. Nel mio lavoro parto dall’ascolto: delle persone, delle loro parole e del contesto in cui vivono.
“L’arte di attraversare il conflitto” esprime questo orientamento. Significa prendersi il tempo per capire che cosa sta accadendo, riconoscere i bisogni che ciascuno porta e individuare ciò su cui è possibile lavorare, nel rispetto delle responsabilità e dei limiti di ogni situazione.
Il passato può aiutare a comprendere il presente. Le scelte da costruire riguardano la vita di oggi e quella che verrà.
Il mio percorso professionale
Sono laureata in Sociologia presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. La formazione sociologica mi porta a considerare le relazioni insieme ai contesti, ai ruoli e alle condizioni che le influenzano.
Sono iscritta all’Associazione Italiana Mediatori Familiari — A.I.Me.F., n. 2387. Il mio modello operativo di mediazione familiare è la mediazione globale: considero insieme le dimensioni relazionali, genitoriali, organizzative ed economico-patrimoniali delle questioni affrontate, entro i confini di questo intervento.
Dedico attenzione alla formazione continua e alla cura del mio lavoro, mantenendo distinti i compiti e i confini dei diversi percorsi.
Ho organizzato incontri e convegni anche attraverso l’associazione Mediazione e Famiglia APS. Nel blog conservo la documentazione di queste esperienze, che fanno parte della mia storia professionale.
Le riflessioni sul convegno “La mediazione familiare nella cura dei legami”
Parole, immagini e storie
Accanto all’attività professionale coltivo la scrittura e l’illustrazione. Mi interessa la possibilità delle storie di aprire domande, dare forma a un pensiero e lasciare spazio alla fantasia.
Nelle mie pubblicazioni e nelle storie personalizzate per bambini cerco un incontro tra parole e immagini che mantenga curiosità, gioco e libertà di immaginare.
Puoi conoscere questo lavoro nella sezione Libri e pubblicazioni e nella pagina Storie personalizzate.
Per l’attività di mediazione familiare: professione esercitata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, e disciplinata dal decreto 27 ottobre 2023, n. 151.
Un’esperienza del mio percorso
Servizio di TV SEI sul convegno al “Di Marzio-Michetti” dedicato alla mediazione familiare. L’iniziativa fa parte delle esperienze professionali che ho organizzato anche attraverso l’associazione Mediazione e Famiglia APS, oggi non più attiva.

Prima di iniziare
Chiarezza del ruolo
Ogni intervento ha finalità e regole proprie. Ti aiuto a comprenderne il senso, chiarendo ciò che rientra nel mio ruolo e quando è opportuno rivolgersi a un altro professionista.
Modalità e costi
Domande frequenti
– Coppie (coniugate o conviventi) in cui almeno uno dei due ha deciso di separarsi e desiderano aiuto per trovare accordi soddisfacenti per tutta la famiglia.
– Genitori già separati o divorziati che non riescono a rispettare gli accordi presi in fase di separazione o divorzio, o che necessitano di rivederli a causa di nuove circostanze nella vita familiare.
– Persone che vivono momenti di difficoltà relazionale e desiderano riattivare il dialogo
– Genitori separati che non riescono a comunicare riguardo ai figli e/o non riescono a trovare una linea educativa condivisa.
– Un confronto pacifico per ridefinire i rapporti familiari, riaprendo canali di comunicazione spesso interrotti.
– Riservatezza garantita: tutto ciò che emerge durante le sedute rimane confidenziale. Il mediatore non redige relazioni su quanto discusso.
– Focus sulle scelte concrete per il futuro, piuttosto che sul passato e sulle responsabilità reciproche.
– Accordi personalizzati: gli accordi raggiunti rispecchiano i bisogni reali di entrambe le parti, mettendo sempre al centro l’interesse dei figli.
– Uno spazio per ascoltare ed essere ascoltati.
– Continuità e responsabilizzazione del ruolo genitoriale reciproco
– Accordi negoziati più equi, condivisi e rispettati nel tempo
– Efficienza: riduce tempi e costi rispetto alle controversie giudiziarie, evitando lunghe e costose battaglie legali.
– Una terapia familiare o di coppia, ma un percorso circoscritto ad obiettivi pratici e accordi concreti per il futuro.
– Una perizia di parte (CTP) o una consulenza tecnica (CTU), poiché il mediatore non fornisce informazioni al giudice e ha l’obbligo di segreto professionale.
– Una forma di assistenza legale: la definizione giuridica degli accordi e la loro formalizzazione rimangono di competenza dei legali.
News dal mio blog

Riflessioni post Convegno “La Mediazione Familiare nella cura dei legami”
Il convegno “La mediazione familiare nella cura dei legami” ha posto a cardine la valenza strategica della mediazione familiare come strumento di soluzione dei conflitti familiari e altre pratiche a sostegno delle famiglie con l’obiettivo di prendersi cura e salvaguardare i legami familiari.

Cinque laboratori di matematica con il libro Numeri in fabula
Cinque laboratori di matematica per la scuola primaria con il libro Numeri in fabula. Materiali semplici, domande ed esperimenti accompagnano i bambini nell’esplorazione del probabile, con spunti per inventare, discutere e raccontare nuove avventure.

Numeri in fabula a scuola tra emozioni e collaborazione
Come portare Matelandia in classe? Una proposta di laboratori con l’autrice che intreccia matematica, emozioni e collaborazione. Il percorso si costruisce insieme alla docente, con attenzione alle domande dei bambini e alla partecipazione di ciascuno.

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Non è il disaccordo tra i genitori, da solo, a fare la differenza. Intensità, modalità, coinvolgimento dei figli e capacità di riparare cambiano profondamente il modo in cui un conflitto viene vissuto. Che cosa vedono — e che cosa imparano — i figli quando gli adulti litigano?




